Marano lagunare e i “Casoni”

Marano fa parte della cosiddetta “Bassa friulana”, la pianura meridionale del Friuli che rappresenta la sezione più orientale della Pianura Padana. Situata nella zona sud della provincia di Udine, funge da terra di mezzo fra il continente europeo e il mare Adriatico è delimitata a nord dalla città fortezza di Palmanova a est dal fiume Isonzo, a ovest dal fiume Tagliamento e a sud appunto dal mare.

La laguna di Marano è stata popolata fin da tempi assai remoti come dimostrano parecchi ritrovamenti risalenti all’epoca romana.
L’antica cittadella sorge ai limiti interni della laguna, in passato circondata da paludi e foreste, e fu per secoli una roccaforte molto ambita della Repubblica di Venezia in terra friulana. Fortezza sulla laguna, Marano è ancor oggi una laboriosa e vivace comunità di pescatori inserita nella splendida cornice lagunare, dove le tradizioni locali sono tutt’ora legate alla cultura marinara di Venezia e meno alla cultura friulana, di radici agricole. Straordinario territorio tra terraferma ed il mare, la laguna di Marano rappresenta, con quella di Grado, il comprensorio lagunare più settentrionale dell’Adriatico. Un meraviglioso bacino d’acqua salmastra situato tra la pianura friulana ed il mare Adriatico, formatisi negli ultimi millenni in seguito al lento ma continuo innalzamento del livello del mare ed ai notevoli depositi terrigeni fluviali. Stupenda crisalide di energie biologiche questa incredibile e delicata zona umida è riconosciuta oramai come una delle aree naturali più importanti e pregevoli del Mediterraneo.

A Marano troviamo ancora oggi tantissimi edifici dell’epoca della Serenissima, ed il più importante è la Loggia Maranese, una loggia chiusa con bugnato in pietra d’Istria, dove la comunità si riuniva. Un tempo sopra di essa sorgeva il Palazzo Comunale,sede delle principali decisioni, crollato nel Settecento per scarsa manutenzione. Accanto alla Loggia si osserva la cosiddetta Torre Millenaria, alta 32 metri, di cui si hanno le prime notizie nel 1066. È probabile che in principio fosse stata una torre d’avvistamento. Tutti i suoi lati sono ornati da busti di vari provveditori del paese. La Torre è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1976, e la parte superiore è stata ricostruita. Sulla stessa piazza si affaccia infine il Palazzo dei Provveditori, abitazione dei governatori della fortezza, oggi ospitante una mostra di oggettistica. Anticamente tutto il paese era circondato da un sistema di mura, abbattute nell’Ottocento, di cui oggi rimangono solo Il Bastione di Sant’Antonio (su cui è poi sorta la fabbrica “Maruzzella”) e pochi altri frammenti. La chiesa principale, in via Sinodo, è la chiesa di San Martino, risalente al Settecento. In essa erano custoditi anche dei reliquiari con presunti resti di San Vito, patrono cittadino, rubati durante la prima guerra mondiale. Più distante dal centro c’è invece la chiesa della Madonna della Salute.

I Casoni

Un tempo il casone veniva usato sia per riporre gli attrezzi da pesca e da caccia, che per mangiare, per ripararsi dalla pioggia e dormire. Ogni famiglia maranese aveva la sua casa in muratura a Marano ed uno o più casoni in laguna, come punto d’appoggio per svolgere l’attività peschereccia. Non c’erano le finestre ed una volta acceso il fuoco, il fumo doveva uscire attraverso gli interstizi delle cannucce o dalla porta lasciata aperta d’estate. Certamente il fumo s’impadroniva di tutto il casone e bisognava sedersi bassi e con la porta aperta per potersi guardare, parlare e respirare meglio. Teneva lontano le tantissime zanzare e oleoso com’era, s’attaccava all’incannucciato rendendolo internamente più impermeabile all’acqua.

Sulla laguna di Marano il nucleo di casoni più consistente di tutti, per numero degli stessi, è quello posto alla foce, in laguna, del fiume Stella; tale villaggio è ora ricompreso nell”Oasi di protezione faunistica’ (così definita con ordinanza del Sindaco di Marano che regolamenta il comportamento delle persone che l’attraversano).

La riserva naturale “Foci dello Stella” comprende il delta del fiume Stella e la zona lagunare circostante; trattasi di un esteso e rigoglioso canneto intersecato da una tortuosa rete idrica che si protrae dolcemente in laguna. Il canneto è in effetti una costante e notevole espressione della riserva delle Foci dello Stella.

(Tratto da Wikipedia e dal sito del Comune di Marano Lagunare)